Riti funerari dell'antica età del Bronzo in area padana

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Riti funerari dell'antica età del Bronzo in area padana
  545 Riti funerari dell’antica età del Bronzoin area padana  Raffaele C. de Marinis, Erio Valzolgher  F ino a pochi anni fa i riti funerari dell’antica età del Bronzo in Italia settentrionale erano docu-mentati solo nel Trentino 1  con la piccola necropoli di Romagnano Loc e la tomba de La Vela dei Laghetti di Valbusa, databili al Bronzo Antico I A  2 . Nuove scoperte effettuate a Mezzoco-rona Borgonuovo e nei ripari 2 e 3 di Nogarole di Mezzolombardo 3 , hanno arricchito il quadro delle conoscenze. Le caratteristiche principali sono l’ubicazione delle necropoli in ripari sotto roccia, la deposizione di neonati e bambini entro vasi fittili, la deposizione in posizione rannicchiata degli adulti entro camerette sepolcrali delimitate da grosse pietre e ricoperte da un accumulo di pietrame a guisa di tumulo, sepolture multiple all’interno della stessa tomba, la particolare attenzione prestata al cranio, a volte deposto separato dal corpo, la presenza in alcuni casi del rito della doppia sepoltura. Per quanto riguarda gli inumati in posizione rannicchiata, si riscontrano la deposizione sul fianco sinistro o sul fianco destro indipendentemente dal sesso del defunto, almeno stando alle determinazioni antropolo-giche disponibili 4 .La recente scoperta di piccole necropoli dell’antica età del Bronzo nella pianura mantovana e veronese fornisce per la prima volta dati significativi sulle caratteristiche dei riti funerari di quest’epoca all’infuori dell’area alpina e sub-alpina.Nel luglio 1999 e nel marzo 2000 un gruppo di 22 tombe dell’antica età del Bronzo è stato scavato in località Campagnotti, 3,5 km a SE di Sorbara, frazione del comune di Asola (MN) 5 . Le tombe erano ubicate sul terrazzo tardo pleistocenico della destra idrografica del Chiese, che in quel tratto lo ha inciso profondamente, generando una scarpata di oltre 5 m di altezza  6 . Sulla stessa area sono state rinvenute anche tombe a cremazione di età romana e tombe a inumazione alto medievali. Le tombe del Bronzo  Antico erano a fossa semplice con defunto deposto in posizione rannicchiata sul fianco destro o sul fianco sinistro. L’orientamento non è costante: S, S/SW, SW, S/SE, SE, N, N/NE, N/NW (fig. 1). Le tombe sono quasi sempre senza corredo. Tuttavia, tre hanno un corredo costituito da una serie di oggetti di ornamento come collane formate da perline di osso, conchiglie di Columbella   forate e sal-taleoni di rame o bronzo, spilloni di rame/bronzo e di osso, piccoli torques (collari a capi aperti) con estremità arrotolate a occhiello e anelli di osso 7 . Si tratta chiaramente di un tipo di corredo di carattere 1  Per un quadro di sintesi cfr. de Marinis 2003. 2  Anche L. Fasani propone per il complesso de La Vela una datazione a fasi iniziali del Bronzo Antico: cfr. Fasani 1991, 175 e ss. 3  Cfr. Nicolis 2001 e 2002. 4  Dei tre adulti rannicchiati sul fianco destro del Dos della Forca di Mezzocorona, due sono stati giudicati di sesso femminile e uno di sesso maschile. L’individuo adulto femminile della tomba 3 di Romagnano Loc era rannicchiato sul fianco destro. Nel riparo 2 di Nogarole un adulto di sesso forse femminile era rannicchiato sul fianco sinistro. A Mezzocorona Borgonuovo l’individuo adulto della tomba 10, giudicato femminile, e quello della tomba 14, maschile, erano entrambi rannicchiati sul fianco sinistro. Per il Dos della Forca cfr. Bagolini e coll. 1989. 5  Lo scavo è stato condotto da Silvana Attene Franchini per incarico della Soprintendenza Archeologica della Lombardia. Dati di scavo e materiali sono stati pubblicati da Baioni 2001. 6  Cfr. Carta geomorfologica della pianura padana  , Firenze (S.E.L.C.A.), 1997. 7  Cfr. tombe 29, 30 e 45: Baioni 2001, figg. 7-9.  546femminile ed è quindi significativo sottolineare che tutte queste tre tombe sono di adulti deposti in posizione rannicchiata sul fianco destro e con il capo orientato verso N o N/NW e il volto che guarda in direzione del tramonto del sole. Particolare importanza hanno le tombe 29 e 45 per il ritrovamento dei piccoli torques con capi ad occhiello ( Ösenringe  ). Nella forma e nelle caratteristiche - sezione circolare, estremità appiattite e arrotolate a formare un occhiello - corrispondono ai collari veri e propri, ma le dimensioni li fanno rientrare nella categoria per così dire miniaturizzata, compresa tra 3 e 4.8 cm di larghezza massima, che si poteva dubitare avessero una funzione pratica, a meno che non fossero dei ferma-trecce o ferma-capelli. I torques dell’antica età del Bronzo hanno in genere dimensioni comprese tra i 10-12 e i 18-19 cm di larghezza massima, ma esistono anche esemplari più piccoli, intorno ai 5.5 - 7 cm, che ben si prestavano alla funzione di braccialetti. Forme ancora più piccole, come quelle di Sorbara, sono rare. Nel ripostiglio di Castione d’Arbedo ve ne sono 23 esemplari, compresi tra 2.93 e 4.65 cm di larghezza  8 . Ora, il ritrovamento delle tombe 29 e 45 di Sorbara, dove sono posti all’altezza degli avambracci indica un loro utilizzo come braccialetti, nonostante le dimensioni molto piccole. W. Ruckdeschel ha denominato questi collari miniaturizzati tipo Honsolgen, una necropoli bavarese dell’antica età del Bronzo. A nord delle Alpi il tipo è presente in tombe femminili, come appunto quella del ritrovamento eponimo 9  ed anche questo fatto conferma il carattere femminile delle tombe 29 e 45 di Sorbara (fig. 2). Le tombe con il defunto deposto rannicchiato sul fianco sinistro, con il capo orientato verso S, S/SW 8  Sul ripostiglio di Castione d’Arbedo cfr. Primas 1997. Per i braccialetti cfr. 292 e fig. 3. 9  Ruckdeschel 1978, n. 145 e tavv. 37 e 38: 1-3. Fig. 1 - Planimetria della necropoli dell’antica età del Bronzo di Sorbara di Asola (MN) (da Baioni 2001 con modifiche).  547 Fig. 2 - Sorbara di Asola (MN). A. Corredo della tomba 29, B. Corredo della tomba 45 (A 1, 3, 4, B 1, 4 disegni e lucidi di Marta Rapi, il resto da Baioni 2001).  548o S/SE non hanno quasi mai corredo. Fa eccezione la tomba 33, riferibile a un soggetto giovanile, con corredo formato da due conchiglie di Columbella   forate, una perlina d’osso, un anello d’osso rinvenuto frammentario, un frammento forse pertinente a uno spillone in osso e un pendaglio a doppia spirale in rame o bronzo 10 . Una casistica piuttosto ampia, comprendente corredi di diverse epoche, dall’età del Rame all’età del Ferro ed anche monumenti come le stele antropomorfe, dimostra che il singolo pendaglio a doppia spirale, appeso a una collana, è un elemento caratteristico dell’abbigliamento ma-schile – a questo proposito sono notissime le raffigurazioni delle stele antropomorfe di Sion e di Aosta -, mentre il costume femminile di norma ne presenta un numero più elevato, a volte anche cospicuo 11 . È da sottolineare che anche gli inumati sul fianco sinistro in virtù dell’opposto orientamento del capo hanno il volto che guarda verso occidente 12 . La necropoli di Sorbara di Asola presenta, quindi, per quanto riguarda il rito funerario, una netta bipo-larità basata sul sesso dei defunti e che ripete in maniera piuttosto rigorosa la norma tipica della cultura del Vaso Campaniforme in ambito mitteleuropeo, norma che si ritrova in un gran numero di culture dell’antica età del Bronzo a nord delle Alpi, quali Leithaprodesdorf, Unterwölbling, Böheimkirchen, Linz, Wieselburg-Gata (con qualche eccezione), Straubing, Singen, e in genere i gruppi culturali della Germania meridionale e sud-occidentale a sud del Danubio. La stessa norma è seguita dal gruppo del Maros nel bacino carpatico 13 . La necropoli di Valserà di Gazzo Veronese apporta un’ulteriore conferma che nella pianura padana durante l’antica età del Bronzo il rito funerario prevedeva un orientamento bipolare a seconda del sesso. La necropoli era ubicata su un dosso fluviale, subito a est di un’ansa del paleoalveo del fiume Tione, poco a nord del margine superiore delle Grandi Valli Veronesi. Un primo gruppo di cinque tombe è stato scoperto e scavato nel 1997, un secondo gruppo di sei tombe nel 2000 e 2001 14 . Le tombe sono mal conservate, a causa di precedenti sbancamenti del dosso e di lavori agricoli, comprendenti l’utilizzo dell’aratro con ripuntatore.Su una decina di tombe riferibili all’antica età del Bronzo in sette casi (tombe 10, 11, 15, 17, 24, 28, 29) il defunto era stato deposto in posizione rannicchiata sul fianco sinistro e in quattro (tombe 18, 23, 26, 27) sul fianco destro. Mancano elementi significativi di corredo, tranne che nelle tombe 10 e 11. Il corredo della tomba 10 presenta una tazza fittile capovolta e un ornamento d’oro dei capelli, una sorta di singolo “ferma-trecce” di filo avvolto a spirale. Lo stesso elemento in oro si ritrova nella tomba 11. La preziosità della materia prima e il fatto che l’ornamento sia costituito da un solo pezzo anziché da due può essere l’indizio che si tratti di tombe maschili e non femminili. L. Salzani ha già fornito un corretto inquadramento culturale di questi materiali, richiamando confronti con le necropoli delle cul-ture di Wieselburg e di Unterwölbling nell’Austria orientale (Hainburg, Franzhausen e Gemeinlebarn) ed evidenziando, inoltre, che in queste necropoli il singolo anello o “ferma-trecce” a spirale in oro fa parte del corredo maschile 15 . Ne ricaviamo la conferma che i defunti deposti in posizione rannicchiata sul fianco sinistro sono di sesso maschile. I resti umani delle cinque tombe scavate nel 1999 sono stati studiati dal punto di vista dell’antropologia fisica  16 . L’individuo della tomba 10 è un adulto di ca. 25-30 anni, giudicato di sesso maschile. L’altezza stimata è di ca. cm 171. Anche i resti scheletrici delle 10  Cfr. Baioni 2001, fig. 10: 1-8. 11  Sui pendagli a doppia spirale cfr. S. Casini 1994, in particolare 99-101. 12  Nella pubblicazione della necropoli Baioni (2001, 51) suggerisce l’ipotesi che gli inumati sul fianco destro siano maschili e quelli sul fianco sinistro femminili, ma basandosi sul presupposto, errato, che il pendaglio a doppia spirale sia esclusivo dei corredi femminili, e trascurando l’evidenza significativa delle tombe 29, 30 e 45, che depone a favore di un corredo di carattere femminile e non maschile. 13  Su questa problematica hanno gettato molta luce i lavori di Häusler 1977, 1994 e 1996; Ruckdeschel 1968 e 1978, 232 e ss.; Primas 1977; Krause 1988, 39 e ss., 131 e ss.; Neugebauer 1991; Id. 1994, 49 e ss.. Ulteriore bibliografia è facilmente reperibile in questi lavori. 14  Cfr. Salzani 2000 e 2002. 15  Salzani 2000, 65. 16  Drusini, Carrara 2000.  549tombe 11 e 15 sono stati attribuiti a individui adulti di sesso maschile, mentre nella tomba 17 vi era un bambino di ca. 3,5 - 4,5 anni 17 . In tutte queste tombe il defunto era deposto sul fianco sinistro. L’individuo della tomba 18, un adulto di ca. 21-30 anni, era stato deposto sul fianco destro ed è stato giudicato “probabilmente maschile”. L’attribuzione del sesso è stata fatta, in assenza di parti diagnosti-che ben conservate, basandosi sopratutto sulla robustezza delle ossa, criterio che può rivelarsi fallace. Nel caso della tomba 10, tuttavia, l’altezza del soggetto – cm 171 – conferma l’attribuzione al sesso maschile, mentre per la tomba 18 possiamo osservare che la forte usura della superficie masticatoria ne suggerisce una causa extra-dietetica, da ricercare nella masticazione delle pelli per favorirne la concia, compito che nell’età del Bronzo in genere era svolto dalle donne 18 . Ciò che differenzia Valserà di Gazzo Veronese da Sorbara di Asola è la maggiore variabilità dell’orien-tamento del capo. A Valserà gli inumati sul fianco sinistro sono orientati verso N, NE, NW, W e SW; quelli sul fianco destro verso NW, W e SW. Si è perso, quindi, quel rigoroso orientamento bipolare, fianco sinistro e capo verso S, fianco destro e capo verso N, caratteristico di Sorbara di Asola.Valserà appartiene, almeno in parte, a una fase cronologica posteriore a Sorbara. La tazza della tomba 10, con corpo a profilo carenato e ansa probabilmente un po’ sopraelevata, è caratteristica del BA II. Precisi con-fronti si possono rintracciare nel complesso del Lavagnone 4, riferibile interamente al BA II avanzato. Il boccale della tomba 27 è purtroppo privo dell’ansa, che in genere costituisce un importante indicatore cronologico. La forma del corpo, globoso con profilo a S, trova confronti in tutte le fasi del BA I del Lavagnone. I confronti più puntuali, per la forma un po’ schiacciata del corpo e un certo restringimen-to all’altezza del collo, si possono istituire con boccali del BA I C. Questo tipo sembra uscire dall’uso durante il BA II e quindi la tomba 27 sarebbe un po’ più antica delle tombe 10 e 11. Gli elementi di corredo di Sorbara di Asola suscettibili di datazione, in particolare gli spilloni delle tom-be 29 e 45, indicano la pertinenza della necropoli a una fase cronologica anteriore al BA II. Si tratta di spilloni con capocchia laminare di forma triangolare a lati leggermente convessi e con la base rettilinea verso l’alto, il gambo a sezione circolare è arcuato, anziché diritto, e il margine superiore della capoc-chia è arrotolato. Questa foggia deve essere tenuta distinta dagli spilloni con capocchia a rotolo, una foggia quest’ultima di lunghissima durata e di ben scarso valore cronologico. Si avvicinano, invece, agli spilloni con capocchia a remo ( Rudernadeln ), caratteristici del versante alpino settentrionale e del corso superiore del Danubio 19 , da cui si differenziano per le minori dimensioni della capocchia e l’assenza di decorazione. Inoltre, bisogna osservare che si tratta di una foggia poco diffusa in Italia settentrionale e per la quale mancano contesti chiusi, che, al contrario, a nord delle Alpi sono frequenti e indicano una datazione al Bz A 1. Per motivi tipologici dobbiamo escludere una datazione al BA II, che corrisponde al Bz A 2b transalpino, ed assegnare questa foggia di spilloni al BA I, periodo della durata di qualche secolo e che oggi possiamo suddividere in almeno tre fasi cronologiche I A, I B e I C, la prima coeva al Bz A 1 e le ultime due al Bz A 2a  20 . Uno spillone di questo tipo proveniente da Ledro è in bronzo con un tenore di stagno pari a 7.32 %, e in questo caso una datazione agli inizi del Bronzo Antico è da escludere 21 . Sarebbe quanto mai opportuno procedere a un’analisi chimica quantitativa dei pochi oggetti di metallo della necropoli di Sorbara di Asola, analisi che risulterebbe di grande aiuto per una loro datazione puntuale. I braccialetti a capi aperti arrotolati a occhiello delle tombe 29 e 45 corrispondono al tipo Honsolgen della Baviera, la cui diffusione e cronologia sono state discusse da W. Ruckdeschel. Dei contesti chiusi 17  Come è noto, il sesso dei bambini non è determinabile in base ai resti scheletrici. 18  Ricordiamo, ad es., l’individuo femminile, di ca. 30 anni, della tomba 97 della necropoli de La Vallona di Ostiglia. 19  Cfr. carta di distribuzione in David el Biali 2000, 142. 20  Per la cronologia relativa e assoluta dell’antica età del Bronzo cfr. de Marinis 1999, 25 e ss. 21  Cfr. de Marinis 2005.
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